Diffondere odio sociale – Dividi et Impera

“Quando ti definisci Indiano, Musulmano, Cristiano o Europeo, o qualsiasi altra cosa, tu diventi violento. Ci arrivi da solo al perché? Perché ti stai separando dal resto dell’umanità. Quando ti definisci, in base ad un credo, una cultura, una nazionalità, una tradizione, quest’azione traspira violenza. Così un uomo che cerca di comprendere la violenza non dovrebbe appartenere a nessuna nazione, religione, SCHIERAMENTO POLITICO o parte di un sistema; egli dovrebbe comprendere che è parte del totale dell’umanità.”
Jiddu Krishnamurti

Volevo giusto scrivere due righe per far capire come la dicotomia destra/sinistra, bianco/nero, tesi ed antitesi, siano paragonabili ad un motore a scoppi di odio che produce moltissimi cavalli a vapore di cattiveria fine a se stessa (magari ci sarà anche chi fruirà a questa energia per i propri scopi personali, se di persone si tratta). Tutti sui social, la moderna piazza virtuale, a sputare ostilità su post congegnati appositamente per creare il detonatore sociale, la stessa funzione appunto della candela d’accensione del motore a scoppio… Basterebbe solo la logica e l’onestà intellettuale per far perdere alla politica la faziosità ed il settarismo fanatico, invece sembra che si cerchino inneschi per creare intolleranza sociale… Divide et impera! Ovvero il migliore espediente di una tirannide per controllare e governare un popolo dividendolo e provocando rivalità e infiammando discordie.

Tutto già visto e sperimentato come spiega Wiki “In politica e sociologia si usa per definire una strategia finalizzata al mantenimento di un territorio e/o di una popolazione, dividendo e frammentando il potere dell’opposizione in modo che non possa riunirsi contro un obiettivo comune. In realtà, questa strategia contribuisce ad evitare che una serie di piccole entità, ciascuna titolare di una quantità di potere, possano unirsi, formando un solo centro di potere, una nuova e unica entità più rilevante e pericolosa. Per evitare ciò, il potere centrale tende a dividere e a creare dissapori tra le fazioni, in modo che queste ultime non trovino mai la possibilità di unirsi contro di esso.

Questa tecnica permette quindi ad un potere centrale, che può essere un governo dispotico, o un governatorato coloniale-imperialista, numericamente modesto, di governare e dominare su una popolazione sensibilmente più numerosa.

Elemento tipico di questa tecnica consiste nel creare o alimentare le faide e i dissapori tra le fazioni autoctone: facendo ciò si contribuisce all’indebolimento e al successivo deterioramento dei rapporti tra le fazioni o le tribù dominate, rendendo impossibili eventuali alleanze o coalizioni tra esse che potrebbero mettere in discussione il potere dominante. Altra caratteristica è il concedere aiuti e promuovere eventuali tendenze a rendersi disponibile e fedele al dominatore. Questa tecnica è applicabile solo se accompagnata da abilità e conoscenze politiche nei suoi campi specifici: scienze politiche, storia politica e psicologia generale e nella fattispecie politica”.

Tutto già visto quindi, e se di strategia parliamo nulla mi vieta di pensare che anche tutte le piattaforme social, di cui i politici fanno largamente uso per diffondere le loro idee ed i loro programmi, siano semplici ma efficaci propagatori di sentimenti ed emozioni… entanglement karmici in cui l’animosità e l’odio degli antagonisti si diffondono nell’etere come un mantra, come un rituale evocatorio ad una entità affamata…

Gli stessi social che secondo esperti sociologi creano danni al nostro comportamento, secondo Focus infatti (https://www.focus.it/comportamento/psicologia/come-i-social-media-ti-cambiano-il-cervello) creano dipendenza “Le scansioni cerebrali di queste persone rivelano danni nelle stesse aree colpite nel cervello di chi fa abuso di droghe: si nota una degradazione della sostanza bianca nelle regioni che controllano le emozioni, l’attenzione e i processi decisionali. La ragione è da ricercare nell’appagamento immediato, con poco sforzo, offerto dai social media, che fa sì che il cervello sviluppi dipendenza dagli stimoli da essi offerti”, creano l’illusione di poter gestire più cose allo stesso tempo ed invece rende più distratti e più predisposti alle perdite di memoria, inoltre “studi in risonanza magnetica funzionale hanno dimostrato che i centri della ricompensa nel cervello sono più attivi quando, in una conversazione, stiamo parlando di noi, piuttosto che quando ci è chiesto di ascoltare. Ma se nelle chiacchierate faccia a faccia parliamo di noi stessi nel 30-40% delle volte, su Facebook è autocentrato l’80% dei post. Quando scriviamo di noi nel nostro cervello si libera dopamina, un neurotrasmettitore associato alle sensazioni di benessere: è come se il cervello in qualche modo ricompensasse il nostro egocentrismo”! Bombe egoiche quindi, iniezioni di autocelebrazione che rende unici e soli detentori della verità, ovviamente solo dietro alla tastiera, vera e propria “Scuola Gladiatoria” di leoni da tastiera…

Questa Scuola Gladiatoria gestita da veri e propri esperti di sociologia, Social media manager, social media marketing, fino ad arrivare agli schemi operativi memi ed engram… ingranaggi anonimi di un controllo mentale di cui milioni di utenti sono schiavi, usati come combustibile che si autorigenera ogni giorno ed il cui scopo, (evidente) è alimentare le grandi multinazionali… non a caso Microsoft, Apple, IBM, Cisco System, solo per citare nello specifico, sono proprio parti di questo mastodonte virtuale.

Quindi come comportarsi sui social? Come vivere la politica e le attuali condizioni globali?

Semplicemente cercando di seguire delle semplici regole che ho personalmente redatto nel mio libro sulla Karmanautica ad esempio l’Ottavo aforisma: L’osservazione del quotidiano karmico deve sottostare alla regola del “Ma Ai” – Giusta Distanza – Solo così si potrà ottenere la prospettiva necessaria ad un’attenta analisi, un “giusto vedere” che si differenzia dal “guardare senza vedere”. Guardare senza vedere: atteggiamento/stato tipico dell’osservazione superficiale che vede solo attraverso la realtà soggettiva, che non coglie le trame del Velo di Maya ma solo gli effetti più immediati. Questo atteggiamento è prerogativa di chi osserva la realtà “a pelo dell’acqua”, senza conoscere né tantomeno considerare i rapporti di causa/effetto, oppure il Diciannovesimo aforisma: L’Evento Karmico Negativo è tale nella misura in cui voi stessi lo ritenete tale. È la vostra percezione e la vostra visione delle cose a rivestirlo di significato negativo.

Come potete vedere può essere semplice uscire dagli schemi di contrapposizione creati apposta per separarvi dal vostro prossimo e per generare odio sociale, serve solo metodo e autodisciplina.

Wake up people!

 

 

 

 

Add a Comment

Your email address will not be published.

shares