ARMONIA DI OPPOSTI NEL COSMO di Massimo Teodorani

ARMONIA DI OPPOSTI NEL COSMO di Massimo Teodorani

CORSO DI GESTIONE EMOZIONALE E KARMANAUTICA

CHE SI TERRÀ MARTEDÌ 12 NOVEMBRE 2019
(PRESSO SEDE ANCESCAO DI CORSO ISONZO, FERRARA, DALLE 17:00 ALLE 21:00).

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La PLURIVERSUM EDIZIONI propone un CORSO FULL IMMERSION sulla disciplina KARMANAUTICA.

La lezione è tenuta dal Maestro di Ninjutsu Alberto Bergamini, ideatore e teorico della karmanutica. Ha carattere introduttivo e focalizza la sua attenzione sulla gestione emozionale e la conflittualità.

Presenta ANTONIO DI BARTOLOMEO, insegnante, filosofo e direttore di Pluriversum Edizioni.

Le emozioni sono un prodotto della quotidianità, prodotti karmici in fieri, preludi di situazioni che solo il raziocinio, il discernimento e la consapevolezza predittiva (prerogativa del karmanauta) sono in grado di orientare prima che determinino danni a catena. Il vivere comprende il dover gestire questa produzione karmica che il profano subisce come “casuale”, mentre chi comprende la “sistematicità karmica” agisce strategicamente di conseguenza.
Gestire le emozioni non significa tenere sotto controllo il sostrato emozionale in nome di una super-razionalità. Al contrario, significa liberarle dai vincoli e volgerle alla positività (nei rapporti affettivi, lavorativi, sociali).
Il nostro interiore deve agire al pari di un “Athanor” filosofico; ne risulta un ridimensionamento dell’Ego, il quale dovrà essere “purgato” dalle parti più grossolane e pesanti dei “metalli volgari”, per poter trasformare i vizi in virtù e conseguentemente non esserne soggiogati. Il lavoro del karmanauta si dispiega nella costanza di un esercizio giornaliero di chiarificazione e interrogazione del presente nel contesto della temporalità. Per favorire questo scavo interiore e questa esplorazione della realtà, si prediligono e si utilizzano tecniche di respirazione per l’aumento ottimale delle energie vitali (Ki), in modo da conservare il vigore necessario per affrontare ogni problema.
A volte può capitare di svegliarsi con un’estrema spossatezza, come se il sonno, anziché ristorare, avesse contribuito a indebolire ulteriormente il nostro organismo. Ebbene, attraverso le Kokyû Hô (tipi di respirazioni che hanno origine nell’antica Cina e si sono raffinate successivamente in Giappone), si riuscirà a (ri-)caricare interamente l’organismo di una grande energia. Tutta l’energia così accumulata però, perché non divenga tensione (l’irritabilità e la suscettibilità sono nemiche della gestione emotiva) necessita di una serie di accorgimenti per potenziare le energie vitali (Kikô), e per la gestione emozionale attraverso la simbiosi tra energia e zone psicosomatiche dove questa energia si raccoglie (evitando ristagni/fobie/ossessioni/abitudini memetico karmiche). Per il lavoro esteriore, che porta a una consapevolezza del nostro “terreno di confronto” risulta necessario studiare sia le “Forme del Multiverso”, sia come si esprime matematicamente attraverso i principi della probabilistica.

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LA KARMANAUTICA
COS’È
Si tratta di una disciplina dall'ampio spettro semantico e concettuale; è finalizzata a fissare il rapporto idealmente esistente tra “Karma” (inteso come sintesi dei rapporti tra causa ed effetto o azione e reazione) e l’atto di “navigare” in esso. Da un punto di vista operativo, fornisce strumenti per padroneggiare il movimento karmico e agire efficacemente. Qui il riferimento alla Cibernetica risiede nel nome stesso che la definisce, Kybernetes (timoniere, pilota o “nocchiero”), in questo accostamento emerge lo scopo della Karmanautica, ovvero saper riconoscere gli eventi suddividendoli in cause ed effetti discernendo i meccanismi che determinano gli effetti attraverso il riconoscimento delle cause. Come nel Ninjutsu (la cui parte strategica è facente parte della struttura didattica e operativa della Karmanautica) così la Karmanautica insegna a rompere il rapporto di causa ed effetto, o, attraverso una giusta strategia, a volgere gli eventi a proprio favore.
Vivere è come nuotare nel Karma, se ti immergi sarai simile alle bestie e vivrai in balia dei Cinque Skanda, se tieni la testa fuori dall’acqua vedrai le umane miserie e potrai lavorare su te stesso per migliorarti, se volerai sulle acque vedrai come si muove il Karma e sarai in grado di vederne le trame.
Da questo aforisma si evince come il karmanauta deve conoscere le proprie emozioni per poter gestire i più immediati rapporti di causa ed effetto che emergono dalla matrice stocastica della vita. Chi comprende le leggi della Karmanautica e ne comprende il funzionamento, sa che a ogni azione consegue una reazione, non necessariamente uguale e contraria, ma rapportata alla causa scatenante; quindi sa come agire senza perturbare il proprio karma. Mantenere un corretto atteggiamento fermo e consapevole permetterà di evitare perdite di tempo e di affrontare con serenità ogni vicenda.
La disciplina karmanautica è radicata sul terreno filosofico-mistico-religioso di Buddhismo e Qabala. Dal primo è derivato il concetto dell’impermanenza, del non attaccamento alle cose (per non creare “concrezioni karmiche”) e dell’illusione che questo mondo ci pone di fronte, chiamato il Velo di Maya o, appunto, Velo dell’illusione; dalla seconda si trae l’indissolubile relazione tra Verbo, Numero, Energia, Armonia e Creazione, ovvero la prova che il meccanismo numerico che regola il multiverso ci pone davanti agli occhi una sorta di “schermo cinematografico” in cui si dipana il film (karmico) dell’esistenza che ci vede protagonisti.

 

 

 

 

 

PER INFO
pluriversumedizioni@gmail.com
spectre6320@gmail.com

ARMONIA DI OPPOSTI NEL COSMO di Massimo Teodorani

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Ho voluto inserire un  post di Massimo Teodorani comparso su Facebook https://www.facebook.com/bright.sword.33/posts/2680004125558088 per avvalorare e corroborare il mio articolo precedente dal titolo “Tracce della Matrix Originaria nella Bibbia” in cui ricordavo come il dualismo e la teoria degli opposti fossero alla base del sistema creazionistico della Matrice Originaria. Ho desiderato farlo in risposta a tutti gli interventi su facebook di utenti che notavano poche similitudini con le filosofie, mistiche e religioni che fanno della dualità delle forze opposte le loro fondamenta e la Fisica Quantistica. L’articolo di Massimo vuole essere una risposta chiara e definitiva (e anche uno spunto di discussione).

“La tendenza all’equilibrio energetico rappresenta quello che di fatto è un principio fondamentale dell’Universo. Questo principio lo incontriamo in tutte le configurazioni fisiche che possiamo rilevare nel nostro stesso Universo fatto di materia ed energia. Ma qui è necessario riportare importanti esempi che mostrano come questi equilibri si realizzino costantemente nel nostro Universo. L’esempio più lampante sono i cosiddetti “moti convettivi” che avvengono nel Sole e in tutte le altre stelle. I gas più freddi tendono a scendere normalmente in basso, dove poi verranno riscaldati, mentre i gas più caldi tendono a salire verso l’alto guidati dalla forza di pressione esercitata dalle enormi temperature. Ma una volta in alto, questi stessi gas si raffreddano, perché la pressione coincide con l’espansione adiabatica, che assieme al meccanismo stesso dell’irraggiamento, porta ad una perdita di energia. Al contempo i gas freddi, poveri di pressione, che cadono verso l’interno, a loro volta si riscaldano e il ciclo si ripete per miliardi di anni. Questo processo si può benissimo osservare nel meccanismo della “granulazione” che si osserva sulla fotosfera del Sole stesso. Tutto questo rappresenta una naturale tendenza dell’Universo a equilibrare costantemente le forze che vi sono in gioco, ed è un meccanismo che avviene continuamente ed è sempre avvenuto anche nel corso dell’evoluzione dell’Universo molto tempo dopo l’evento che ha dato luogo al Big Bang. Ma abbiamo fatto solo un esempio emblematico, quello dei moti convettivi e del conseguente effetto di granulazione sulla fotosfera delle stelle, e forse non è nemmeno il più importante. Che cosa permette ad una stella di brillare e quindi di emettere una grande quantità di energia per così tanto tempo, cioè dunque di funzionare come macchina termodinamica ed elettromagnetica? E’ l’equilibrio che ha luogo tra la pressione dei gas infuocati dal bruciamento termonucleare dell’idrogeno che avviene all’interno del Sole, e l’oscura forza di gravità che tende ad attrarre questi gas verso l’interno. Questa è una bilancia di forze perfetta che permette al Sole di brillare. Sembra davvero che all’opera siano una “energia positiva” rivolta verso l’esterno e una “energia negativa” (o oscura) rivolta verso l’interno, in perfetto bilanciamento tra di loro: è solo grazie a questo che viene prodotta luce da una stella. E sembra un controsenso: a creare la luce non è solo la forza di pressione dei gas infuocati che tende a propagarsi verso l’esterno, ma anche quella che li fa contrarre verso l’interno. Sembra di vedere il bene e il male collaborare assieme per produrre una macchina, ma quella macchina produce luce! Il meccanismo di funzionamento di una stella si presenta da solo come parabola di come in realtà funzioni l’universo: un bilanciamento perfetto tra forze positive e forze negative, che collaborano costantemente assieme per tenere in vita le strutture dell’universo. Un universo fatto solo di “forze del bene” non potrebbe assolutamente esistere, dal momento che dopo la produzione momentanea di energia esso sarebbe caratterizzato da una espansione indefinita che lo porterebbe a raffreddarsi e a spegnersi in breve tempo. Mentre un universo fatto solo di “forze del male” significherebbe un collasso gravitazionale illimitato, come ad esempio quello provocato da un buco nero, che porterebbe anche in questo caso al buio più totale. Affinché l’Universo esista è allora necessario che le due forze collaborino costantemente tra loro, e cioè che ci sia uno scambio continuo di energia tra l’alto e il basso. Ciò vale anche tra altri tipi di forze contrapposte come ad esempio quella centrifuga e quella centripeta, oppure due cariche opposte come quelle di particelle come gli elettroni e i protoni, le quali coesistono attraendosi all’interno dell’atomo, al fine di permettere l’esistenza della materia: anche in questo caso abbiamo una coesistenza di due forze di matrice opposta che permettono insieme l’esistenza di qualcos’altro. E questo meccanismo di equilibrio tra opposti è tanto più vero quando andiamo a guardare come – a prescindere dal fatto che particelle di carica positiva (e neutra) occupano i nuclei atomici e particelle di carica negativa occupano i loro orbitali elettronici – si manifesta la materia. Infatti la materia, le forme, qualunque cosa nell’universo esplicato in cui viviamo, può esistere solamente se l’elettrone è caratterizzato da due spin (la rotazione quantizzata) di verso opposto, perché solo con spin appaiati ma opposti coppie di elettroni potranno andare a disporsi negli orbitali atomici che circondano il nucleo, e questo in base al fondamentale “Principio di Esclusione di Pauli”. In caso contrario gli elettroni non potrebbero occupare gli orbitali atomici e siccome proprio questi conferiscono volume alla materia, allora non avremmo la materia come la conosciamo e la esperimentiamo. Anche in questo caso l’esistenza nell’Universo è resa possibile solo dalla coesistenza di due forze opposte che si equilibrano l’un l’altra attraverso un meccanismo che ha tutte le caratteristiche di una bilancia perfetta.

In sintesi, nell’universo fisico non esistono un paradiso e un inferno separati, ma essi coesistono ovunque in maniera sincronizzata, a cominciare dal mondo microscopico per poi estendersi a quello macroscopico. Il mondo della materia è strano, ma è anche una macchina perfetta, tanto quanto la sua descrizione matematica”.

In Figura: bilanciamento delle forze nel caso di una stella supergigante blu.

Chi è Massimo Teodorani: https://it.wikipedia.org/wiki/Massimo_Teodorani

 

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