Tracce della Matrix Originaria nella Bibbia

Tracce della Matrix Originaria nella Bibbia

Tracce della Matrix Originaria nella Bibbia

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Le prime tracce della Matrix si possono individuare proprio tramite l’inizio dei rapporti di causa ed effetto (lo stesso concetto del Karma) che emergono nella lettura della Genesi, il primo giorno infatti “Il primo giorno Dio separò la luce dalle tenebre, creando giorno e notte (1,3-5)

Ovvero diede inizio alla creazione degli opposti, la stessa divisione degli opposti che si trova nella famosa e più volte riportata  forma grafica del Tao. Secondo il Taoismo sul Tao Te Ching si legge infatti:”

“Il crescere e il decrescere, il pieno e il vuoto, quando l’uno ha fine l’altro ha principio”.

La differenza è inoltre sottolineata dal bianco e dal nero in opposizione che si fronteggiano dando inizio alla dinamicità dopo la stasi pre-creazionistica, sono due modi d’essere della stessa realtà (e nella loro massima dimensione metafisica rappresentano i concetti filosofici di Essere e Divenire, che, come risultato della coincidentia oppositorum [“coincidenza degli opposti”].

Di questa rappresentazione di “cascata di eventi” se ne può trovare traccia anche nella Qabalah ebraica e più precisamente nello Sepher Yetzirah, alla sezione 5 del sesto capitolo possiamo infatti infatti leggere: “Anche di fronte a quello fece il Signore: Bene di fronte a male, male di fronte a bene”

Il Sepher Yetzirah è un testo mistico ebraico che contiene nozioni che appaiono come una versione filosofica della Fisica Quantistica, tratta della formazione dell’universo materiale (creazione della Matrix originaria) fondato sull’unione degli opposti, universo venuto ad esistere a causa della CADUTA.

“Si tratta di un mondo PROVVISORIO, un mondo NATO PER ESSERE UN CAMPO D’ESISTENZA IN GRADO DI OSPITARE I MICROCOSMI DIVINI MUTILATI A CAUSA DELLA CADUTA e quindi incapaci di mantenersi nei DOMINI ORIGINALI.

Questo mondo, CREATO come ordine di soccorso, è solo un DOMINO PROVVISORIO, senza uno scopo eterno.

Si tratta di un luogo (La Creazione – Velo di Maya- Matrix originaria) in cui il MICROCOSMO CADUTO E’ rinchiuso, TRATTENUTO, fino a quando ovviamente non intraprenderà un cammino di risalita”… (https://gnosi.myblog.it/tag/yetzirah/).

La dimostrazione continua sempre nella Genesi con la prosecuzione dei “lavori” che il Creatore compie per formare la terra… dividendo le acque inferiori dalle acque superiori nel secondo giorno.

Nel terzo giorno continua la sua opera terraformante attraverso l’emersione delle terre dalle acque su cui si formarono le prime piante.

Nel quarto giorno operò sul Sole e sulla Luna (altra forma degli opposti. Caldo/Freddo, Luce/Ombra, Realtà Oggettiva e Realtà Soggettiva) e le altre stelle affinché dividessero il giorno e la notte, creando così il contare del tempo.

Solo il sesto giorno creò l’uomo a sua stessa immagine e somiglianza.

Potremmo trovare significati simbolici sul numero sei in quanto multiplo di tre  (secondo Eliphas Levi il III sarebbe il primo numero ad avere una “parte centrale generativa” ) ma complicherei di molto questo articolo, per cui sono costretto a non dilungarmi nelle spiegazioni numerologiche.

Un altro capitolo molto importante della Genesi che riguarda proprio la creazione della Matrix originaria è la caduta dei due spiriti originari chiamati Adamo (Adam ha qadmoni – uomo delle origini o uomo primordiale, ma anche “terra rossa”) ed Eva (deriva da “Vivente” o “Che da la vita”) dal Giardino dell’Eden, una sorta di “terreno Pre-Matrix” in cui vivevano prima di cadere nella tentazione della conoscenza degli opposti effettuata da Lucifero… il portatore della Luce della Conoscenza, citato nel mio precedente articolo “E non ci indurre in tentazione” http://www.karmanautica.it/2018/11/10/non-ci-indurre-tentazione/ .

Grazie all’appesantimento vibrazionale animico (un parolone altisonante che racchiude un semplice fenomeno fisico, ad esempio il vapore che si trasforma in pioggia, ma che è rivolto ad un concetto filosofico quale è l’anima), la coppia di “semenze” spirituali è costretta a precipitare in un mondo materiale (espressione della Matrix originaria) ed a viverci cercando disperatamente un modo di risalire. Non a caso gli scopi delle maggiori religioni e mistiche volgono lo sguardo verso il paradiso (dall’avestico pairidaēza che significa recinto e il cui scopo è di dividere gli empi dai giusti), che prende diversi nomi Dilmun nella cultura Sumera, visto come posto privo di sofferenze, di privazioni e di affanni, o il Garô demânê (Casa del Canto) della cultura Iranica visto come un luogo di felicità riservato a coloro che in vita scelsero il “bene” piuttosto che il “male”.

La caduta nella Matrix impone che la donna subisca i dolori del parto e che essa sia  sottomessa all’uomo, e che l’uomo si mantenga con la fatica del lavoro, oltre alla morte e a tutti i dolori emotivi legati ad essa.

Si apre quindi un ulteriore capitolo della schiavitù della Matrix… il lavoro in tutte le sue forme e la sua produzione di Eventi Karmici.

Di prossima uscita un articolo sul mondo lavoro visto come parte della Matrix sociale.

 

 

 

 

 

 

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